
A chi ci rivolgiamo ?
AVALCO Travel si rivolge non solo ai viaggiatori di avventura, ma a tutti coloro che praticano una o più attività OSA (= Outdoor, Sport, Avventura), a qualsiasi livello, dal principiante all'estremo.
AVALCO Travel si propone come punto di riferimento per l'OSA offrendo una ampia ed innovativa gamma di servizi:
- viaggi (dalla gita fuori città alla spedizione in Himalaya)
- eventi, raduni, e manifestazioni sportive
- stages e corsi
- incontri serali
- centro di documentazione: libreria, manualistica e cartografia
- fornitura di articoli tecnici per l' outdoor, lo sport, e l'avventura
- club AVALCO Travel: un punto di incontro per chi ha già fatto un'esperienza con noi o per chi desidera iniziarne una
Quando un cliente si affida a noi…
...per AVALCO Travel inizia un impegno di responsabilità e di cura del servizio sotto tutti gli aspetti. Ed i nostri clienti diventano degli amici che restano nel tempo e trasmettono l'entusiasmo per quello che hanno fatto ad altre persone...
Così raggiungiamo il nostro obiettivo di diffondere la cultura per l'impiego attivo ed intelligente del tempo libero, durante il quale si imparano cose nuove o diverse, si realizza un proprio sogno più o meno impegnativo, e si torna a casa con un'esperienza da raccontare…
Turismo Responsabile e Sicurezza
Crediamo nel turismo e nelle attività OSA effettuate nel rispetto della natura, dei luoghi, delle etnìe e della cultura locali. Inoltre applichiamo i più severi criteri di sicurezza a tutela della persona nell'esercizio di queste attività.
Per saperne di più…
… nel sito web troverete (quasi) tutto. E per quello che non trovate, contattateci!
Cosa significa Namaste?
Namaste o namasté è un saluto ben noto ai trekkers ed agli alpinisti che percorrono i sentieri del Nepal e dell'India del Nord. Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi e tenendole all'altezza del petto, del mento o della fronte, abbassando leggermente il capo.
La parola namaste deriva dal sanscrito e può essere tradotta come "mi inchino alle qualità divine che sono in te". Dunque il significato ultimo del saluto è quello di riconoscere la sacralità di ognuno di noi.
| > FOCUS |
08/02/2010
RISCHIO VALANGHE: lo sappiamo valutare ?
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8 vittime sotto le valanghe durante l’ultimo weekend del 6-7 febbraio. Come sempre ci si chiede come evitare (o più precisamente, ridurre) il rischio...
Desideriamo portare l’attenzione sull’argomento con un esempio concreto, quello che abbiamo osservato ieri durante la gita sci alpinistica domenicale con il Club Avalco. Siamo stati sul versante sud-est di una bella montagna di 2200 m, nell’alto Piemonte. Verso i 1900 m di quota abbiamo visto un gruppo di escursionisti che ha tagliato ripetutamente pendii con evidenti accumuli di neve compattata dal vento (pericolo di distacco di lastroni sotto carico). Nonostante il rischio corso, quel gruppo ha concluso felicemente la gita. Che valutazioni possiamo fare ?
Per dare una struttura alla nostra analisi, utilizziamo il ben noto e diffuso metodo della Matrice 3x3 di Munter.
Fase 1: PIANIFICAZIONE DELLA GITA Ambiente: il bollettino nivo-meteo dell’Arpa Piemonte dava un grado di rischio 3, da 15 a 30 cm di neve caduta nelle 48 ore, possibilità di accumuli per venti da nord, e possibilità di distacco di lastroni soffici anche con debole carico su pendii ripidi. Rialzo delle temperature con zero termico a 1800 m. Un bollettino che impone un’accurata scelta dell’itinerario ed una vigilanza particolarmente alta durante la gita. Terreno: dall’esame della carta topografica si doveva scegliere un itinerario tipicamente invernale, evitando di attraversare pendii ripidi, ed iniziando la discesa prima di mezzogiorno (per il caldo). Fattore umano: gruppo di 7 persone, diamo per scontato che costituissero un gruppo omogeneo di persone mediamente “esperte”. Fase 2: SITUAZIONE LOCALE Ambiente: si poteva subito constatare che la situazione locale rifletteva quanto scritto nel bollettino. Terreno: l’itinerario si svolge prima in un vallone, poi su ampii pendii fino a 30° e oltre. Il gruppo ha scelto di percorrere un lungo dosso a destra del vallone, certamente più sicuro, tranne che nell’attraversamento dei pendii superiori. Fattore umano: il gruppo decide di partire per l’itinerario previsto. Fase 3: CONDOTTA DURANTE LA GITA Ambiente: dall'osservazione del manto nevoso, nella parte alta erano evidenti gli accumuli da vento, che soffiava ancora da nord, creando ampi lastroni. Sentito alcuni “woof” da assestamento. Nessuna valanga spontanea. Terreno e mezzi tecnici: l’itinerario scelto dal gruppo obbligava verso i 1900 m ad un lungo traverso su pendii a 30-35°, ventati, con tempo di esposizione lungo (almeno 10 min.). Diamo per scontato che tutti fossero dotati di arva, sonda, pala ed addestrati nel loro utilizzo. Fattore umano: il gruppo procedeva compatto, senza osservare le distanze minime di sicurezza. Trascurava la decisione di un escursionista del posto che proprio in quel punto aveva fatto dietro-front. Il gruppo decideva di proseguire e, dopo essere arrivato in vetta, iniziava la discesa verso le 13, quanso il sole aveva ben riscaldato i pendii dalle 8 del mattino.
Conclusioni ? Provate a farle voi, con l'aiuto dell'analisi sopra proposta.
redatto da: Club Avalco Travel e Mountaineering Academy
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