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BEAL ESCAPER

attrezzo per calata su corda singola

come funziona, analisi e test

di Mountaineering Academy
Rev. 0 ©Avalco Travel 2020

 

Nel 2018 Beal presenta Escaper, un sistema innovativo studiato per la calata su corda singola, con possibilità di recupero della stessa tirando dal basso (a fine calata).
Questa modalità di calata ha  alcuni evidenti vantaggi rispetto all’utilizzo della corda doppia tradizionale:
– si può sfruttare l’intera  lunghezza della corda, perciò (in teoria) dimezzando il numero di calate da effettuare su un dato dislivello, con relativi risparmi di tempo;
– permette di portare con sé una sola corda anziché due, con relativo risparmio di peso;
– in caso di danni alla corda normalmente usata in doppia, permette di calarsi sfruttando il tratto integro della corda.
Chiaramente i primi due vantaggi sono di notevole interesse nello scialpinismo, laddove spesso  si effettuano poche calate e si vuole avere lo zaino super leggero.
Il peso dell’ Escaper  è di soli 104 g, o 124 g con la pratica busta della confezione (verificati).

Caratteristiche  importanti dichiarate dal produttore: funziona con corde di qualsiasi tipo, di diametro almeno 7,3 mm e per lunghezze di corda fino a 80 m o max. 7 kg.
Il sistema ha marcatura CE e risponde ai requisiti delle norme EN795/2012 sui dispositivi di ancoraggio di classe B.

beal escaper dettagli attrezzo

Il sistema Beal Escaper e le sue parti, allestito e pronto all’uso.

L’installazione (vedi sequenza nelle immagini) è facile ed intuitiva. Occorre passare lo spezzone nell’ancoraggio, realizzando un’ asola di diametro < 2 cm, e poi infilarlo nella treccia, seguendo le frecce stampigliate, quindi inserire la corda di calata nell’anello blu  e chiuderla con nodo delle guide doppio o nodo a otto ripassato. Quindi,  tirare la corda, assicurandosi che lo spezzone  fuoriesca dalla treccia qualche cm oltre la marcatura nera sullo stesso (importante).
Si  raccomanda di eseguire un nodo d’arresto sullo spezzone, per una maggiore sicurezza. L’ultimo a scendere dovrà però  sciogliere questo nodo (altrimenti sarà impossibile recuperare la corda!) e controllare che lo spezzone non abbia subito alcun scorrimento oltre la marcatura nera.

La calata si effettua con le modalità e gli attrezzi abituali, ma attenzione: è imperativo  tenere la corda sempre in tensione (almeno 10 kg  secondo Beal);   in caso contrario le eventuali oscillazioni della tensione sulla corda potrebbero innescare il meccanismo di sfilamento dell’ Escaper !
Sceso l’ultimo, si  potrà recuperare la corda tirando su di essa in modo deciso. L’elastico dell’ escaper farà scorrere lo spezzone nella treccia, fino allo sfilamento completo.  Secondo i nostri test, su una corda statica di 20-30 m, bastano 8-10 trazioni (come indicato nel manuale Beal), con corde dinamiche di 50-60 m occorre applicare almeno 18-20 trazioni.
La sequenza è ben illustrata nel video prodotto dal team Sestogrado con (in parte)  materiale Beal.

Attenzione:  se la corda esercita molto attrito sul terreno (spuntoni di roccia o simili), sarà più difficile recuperarla, o addirittura impossibile con corde oltre i 50-60 m. Naturalmente, la manovra è molto più efficiente con corde statiche.

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Beal Escaper: installazione, calata, e recupero della corda. Fonte: Beal.

NOTE IMPORTANTI RILEVATE DURANTE I TEST

1.  Si consiglia di inserire la corda di calata nell’anello dell’Escaper soltanto con nodo delle guide doppio o nodo a otto ripassato, evitando di usare un moschettone. Quest’ultimo infatti, nella manovra di recupero della corda, potrebbe cadere in testa a chi sta in basso.
2. Mentre scendono i primi, l’ultimo deve osservare il comportamento dell’ Escaper, e riposizionarlo se avesse notato anche il minimo scorrimento. Non deve dimenticarsi di sciogliere il nodo d’arresto prima della calata.
3. L’ultimo a calarsi deve scendere applicando una tensione continua, senza strattoni e senza ridurre il carico. Per esempio,  se si scende con gli sci e, ad un dato punto, per qualche motivo si risalisse a scaletta anche di pochi cm, questo potrebbe azionare l’elastico dell’Escaper e fare scorrere (anche di poco) lo spezzone.
4. Beal raccomanda  calate fino a max. 80 m, tuttavia, a causa delle difficoltà nel recupero, noi consigliamo max. 40 m con corda dinamica e 60 m con corda statica. Se il terreno presenta ostacoli e punti di attrito della corda, occorre ridurre ulteriormente questi limiti. A questo proposito, si consiglia che i primi a scendere valutino bene il terreno, prima di far calare l’ultimo.
5. Attenzione al giunto elastico che è il punto debole del sistema. Se questo nel tempo perdesse le sue caratteristiche, la manovra di recupero potrebbe non essere più possibile. Meglio quindi sostituire l’elastico in tempo utile (Beal fornisce il ricambio).
6. Beal consiglia l’uso del dispositivo con corde di diametro min. 7,3 mm; tuttavia nell’uso pratico non abbiamo rilevato problemi particolari con corde fino a 6 mm.
7. Il sistema è concepito esclusivamente per carichi statici fino a 1800 kg. Non è un sistema adatto alla assicurazione dinamica !
8. L’apparente semplicità del sistema potrebbe invogliare qualcuno a costruirselo da sé: pessima idea, infatti la scelta dei materiali, le cuciture, la geometria e l’assemblaggio del dispositivo sono stati curati da Beal nei minimi particolari, dopo migliaia di prove e affinamenti. Assolutamente da evitare il fai-da-te !
9. Il  prezzo oscilla intorno ai 40-45 €.

CONCLUSIONI

-> A nostro avviso il Beal Escaper è un dispositivo ingegnoso,  utile nei casi di 1-2 brevi calate nell’arco della giornata, tipicamente nello scialpinismo, o nelle emergenze (per esempio in seguito a un  danno alla corda).
-> In caso di più calate nella giornata, o di calate lunghe (oltre i 40 m), è meglio utilizzare la tradizionale corda doppia;  a maggior ragione se si è un  team numeroso (4 elementi o più, con possibilità di ripartire  il peso di due corde).
-> Il dispositivo, a causa delle riserve sulla sicurezza sopra  descritte, è adatto all’uso esclusivo da parte di professionisti, in particolare guide alpine con clienti (quando la guida è l’ultima persona a calarsi), o tecnici del soccorso.
-> Nonostante l’estrema semplicità del sistema, è indispensabile esercitarsi nelle varie fasi della manovra e provarlo molte volte sul campo (con extra corda di sicurezza,  prima di utilizzarlo definitivamente in una uscita in montagna.

 

***** ATTENZIONE  *****
Gli attrezzi e le manovre descritti nel presente tutorial sono frutto della esperienza del nostro staff e collaboratori, e della documentazione fornita dai produttori dei materiali.
Tuttavia, a causa della estrema variabilità dei molti parametri che influenzano la effettiva efficacia degli attrezzi e delle manovre sul campo, la sicurezza non può essere in alcun modo garantita. Si consiglia di provare personalmente gli attrezzi a disposizione e le manovre in terreno sicuro, prima di utilizzarli in una uscita in montagna. Soltanto una verifica effettuata personalmente con i materiali effettivamente a disposizione, e nella situazione specifica, può dare una minima garanzia di sicurezza.
In ogni caso si consiglia sempre di fare riferimento ai manuali tecnici forniti dai produttori di materiali.
Si  raccomanda ai non professionisti di non utilizzare per conto proprio gli attrezzi e le manovre descritte, ma di  rivolgersi ad una guida alpina diplomata IFMGA per assistenza sul campo, o di frequentare un corso CAI.
Questo documento ha solo carattere informativo, pertanto né gli autori né Avalco Travel si assumono alcuna responsabilità in caso di qualsiasi danno o incidente relativo all’uso degli attrezzi e delle manovre qui descritte.

 

 

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