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(foto di David Mulero)

LA GESTIONE DEL RISCHIO NEGLI SPORT D’AVVENTURA IN OUTDOOR

… un passo oltre la tradizionale Sicurezza

Citando una frase di Kurt Diemberger, in qualunque impresa il rischio è necessario per raggiungere l’obiettivo… D’altra parte, senza rischio non esiste avventura. Quindi, nel mondo degli sport d’avventura in outdoor, il rischio è un elemento cercato e desiderabile.

Da oltre 20 anni, in diversi ambienti professionali (industria, sanità, protezione civile, …) si sta passando dalla tradizionale Sicurezza alla Gestione del Rischio. Questa evoluzione è di grande interesse per il settore degli sport d’avventura in outdoor, poiché la moderna Gestione del Rischio permette di superare le limitazioni tipiche della tradizionale Sicurezza (quali, per esempio: un eccesso di procedure e divieti, un focus quasi ossessivo sulle responsabilità anziché sulle vere cause degli incidenti, un approccio concentrato sulle difese anziché sulla gestione attiva dei pericoli, una scarsa efficacia nel gestire eventi imprevisti).

La moderna Gestione del Rischio permette anche di superare i limiti di una gestione dei rischi “fai-da-te” basata solo sull’esperienza e priva di una metodologia strutturata.

La moderna Gestione del Rischio è una disciplina tecnica, non una filosofia. Mira a fornire conoscenze e metodi per una gestione autonoma dei rischi: le regole sono stabilite internamente per propria libera scelta, riducendo così la necessità di introdurre normative o in generale procedure formali di provenienza esterna.

Lo scopo della moderna Gestione del Rischio, non è ridurre i rischi, ma appunto gestirli.  L’obiettivo primario è di ottimizzare il rapporto tra rischi dell’attività e i benefici offerti dalla stessa. Ciò permette allo sportivo di raggiungere prestazioni elevate pur restando ad un livello di rischio accettato e controllato.

La Gestione del Rischio ha come risultato finale di ridurre la frequenza e la gravità degli incidenti. Ciò riduce l’interesse del legislatore ad intervenire con norme e divieti.

I punti precedenti spiegano come la moderna Gestione del Rischio porta alla libertà di rischiare, intesa come libera e responsabile scelta del livello di rischio da adottare nella pratica sportiva.

Una corretta gestione dei rischi non si acquisisce con la sola esperienza; è indispensabile seguire una formazione specifica, un processo apparentemente faticoso, ma utile per chi vuole raggiungere il limite delle proprie prestazioni (vedi sopra), e indispensabile per chi (per lavoro o per diletto) ha la responsabilità della
sicurezza di altre persone (quindi, per esempio, guide e istruttori, organizzatori, dirigenti di club e associazioni, gestori di strutture sportive).

Per saperne di più: scarica il pdf “Gestione del Rischio 2.0”


Per iniziare lo studio sistematico della moderna Gestione del Rischio in outdoor:


“Libertà di rischiare”
GESTIONE DEL RISCHIO NEGLI SPORT OUTDOOR
di Filippo Gamba
ediz. Versante Sud, 2013

Questo libro insegna ad alzare i limiti delle proprie imprese, mantenendo i rischi sotto controllo.

Si rivolge al mondo della montagna e degli sport d’avventura outdoor, ma offre molte riflessioni e stimoli a chiunque si trovi ad affrontare, per scelta o per dovere, una situazione di rischio, nel lavoro e nella vita.

-> Che cos’è la Gestione del Rischio?

-> Perchè risulta indispensabile a chi vuole svolgere responsabilmente la propria attività?

-> Cosa propone di nuovo e diverso rispetto alla tradizionale Sicurezza ? Questo libro offre le risposte, e molto altro.

Per restare informati sugli sviluppi di questo tema e imparare dai case studies (analisi di incidenti): segui la pagina facebook @outdoorriskmanagement

Per chiedere una consulenza, una presentazione o workshop, o uno stage di formazione sulla Gestione del Rischio in Outdoor: contatta per email outdoor.risk.management@gmail.com

ATTENZIONE: Esistono organizzazioni o persone che propongono metodi e strumenti per la valutazione dei rischi senza conoscere le basi concettuali della Gestione del Rischio. Spesso vengono commessi errori per eccessiva semplificazione, oppure per la scarsa comprensione della logica probabilistica, o perché le variabili in gioco sono considerate indipendenti, trascurandone le correlazioni. In questi casi, i risultati ottenuti dall’uso degli strumenti offerti possono essere del tutto fuorvianti e portare a decisioni sbagliate, dando una illusoria convinzione di sicurezza; oppure, all’opposto, portano ad azioni eccessivamente conservative.

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